Abbazia di Monte Maria a Burgusio, meraviglia della Val Venosta

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Abbazia di Monte Maria, Burgusio © Andrea Lessona

Abbazia di Monte Maria, Burgusio © Andrea Lessona

Nel verde della montagna sopra Burgusio, il suo profilo imponente e bianco è luce che irradia la Val Venosta. Lassù, a 1.335 metri sul livello del mare, l’abbazia di Monte Maria è il monastero benedettino più alto d’Europa, e uno dei più importanti del Tirolo storico.

Fu fondato nel 1150 dai nobili di Tarasp, proprio nello stesso posto dove sorgeva una cappelletta consacrata alla Vergine Maria. Negli anni la struttura venne danneggiata da due incendi, e pure dalla peste nera del 1348. Tanto che rimasero solo quattro monaci.

Ripresasi da due secoli bui, nel 1647, l’abbazia di Monte Maria a Burgusio si “vestì” architettonicamente di barocco: così che oggi la chiesa del complesso è l’unico esemplare di basilica a tre navate colonnate in tutta la Val Venosta.

Negli anni sono state ingrandite le finestre romaniche per poter ottenere una maggiore illuminazione degli interni; le decorazioni a stucco, tipiche del periodo rinascimentale, sono ascritte a Florian Nuth di Innsbruck e al padre gesuita Paul Bock.

Nel 1807, il governo della Baviera decise di sopprimere il monastero, e quasi tutti i monaci furono trasferiti a Schwaz in Austria. L’abbazia di Monte Maria venne saccheggiata in parte.

Caduto Napoleone, l’imperatore Francesco I d’Austria decise di riaprire la struttura religiosa e il ginnasio di Merano. Con la presa del potere del fascismo, i monaci furono costretti ad abbandonare di nuovo il ginnasio.

Solo tra il 1946 al 1986, i benedettini gestirono una scuola media e un convitto nell’abbazia di Monte Maria. Oggi il m0nastero appartiene alla Congregazione benedettina di Svizzera ed è spesso visitato da fedeli e turisti.

Oltre alla chiesa, arricchita dagli affreschi e dagli stucchi secondo la Scuola di Wessobrunn, di grande valore è anche la cripta. Consacrata nel 1156, vanta anch’essa preziosi disegni romanici con influssi bizantini.

Di pregevole fattura è la volta a costoloni con angeli realizzata nel 1180 così come molte delle sculture lignee e dei dipinti. Preziosa per la storiografia dell’abbazia di Monte Maria e del Tirolo fino al 1390 è la cronaca locale scritta dal monaco Goswin.

Un’altra parte importante del monastero è la chiesetta di S. Stefano. Sorge vicino alla struttura su una costruzione più antica. Durante alcuni scavi sono emerse delle tombe con gioielli longobardi: ora si trovano nel museo dell’abbazia di Monte Maria, nella parte dell’economato dell’edificio.

La struttura racconta della vita monastica, degli eventi storici e spiega in modo chiaro l’interpretazione spirituale degli affreschi romanici della cripta con le famose raffigurazioni angeliche.

Per approfondire:
Wikipedia

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