Abbazia di Novacella, meraviglia di stili

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Chiesa di Santa Maria Assunta, abbazia di Novacella © Jordan Lessona

Chiesa di Santa Maria Assunta, abbazia di Novacella © Jordan Lessona

Insieme armonico di stili diversi, l’abbazia di Novacella è meraviglia architettonica. Considerata uno dei complessi più belli del nord Italia e dell’Arco Alpino, è un unicum del comune di Varna, vicino Bressanone, nella provincia autonoma di Bolzano.

Basta superare il piccolo ponte coperto per entrare in un tempo scandito da edifici conseguenti. Passo dopo passo l’ho attraversato, questo tempo di spazi differenti. E ho percepito la presenza di Dio di cui il complesso è permeato da secoli di preghiera.

Fondata nel 1142 dal vescovo beato Hartmann, con l’aiuto del burgravio di Sabiona Reginbert e della moglie Christina, l’abbazia di Novacella appartiene alla Congregazione Lateranense Austriaca dei Canonici Regolari di San Agostino.

Ricostruito e ampliato fino a tutto il Settecento, il complesso è stato sin da subito un ricovero amorevole e sicuro per i pellegrini del Nord Europa che da qui passavano diretti a Roma o verso la Terrasanta.

Pozzo delle Meraviglie, abbazia di Novacella © Jordan Lessona

Pozzo delle Meraviglie, abbazia di Novacella © Jordan Lessona

A fare lor da faro era la cappella di San Michele. Detta “Castello dell’Angelo”, è il primo edificio che incontro nel mio viaggio attraverso l’abbazia di Novacella. Si tratta di una rotonda di epoca romanica, rimaneggiata nel coronamento.

Strutture simili a questa si trovano sulle vie dei pellegrinaggi: avevano foggia simile ai grandi edifici romani sia alla rotonda del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Qualche passo ancora e arrivo a un’altra bellezza del complesso.

Al centro del cortile principale dell’abbazia di Novacella, c’è il “pozzo delle meraviglie”, di origine rinascimentale è sovrastato da un’edicola ottagonale i cui lati sono vergati dalle sette meraviglie dell’antichità. Sull’ottavo, è raffigurato il monastero.

Poco dopo, la facciata imperiosa della Chiesa di Santa Maria Assunta ha catturato il mio stupore. Stupore divenuto meraviglia quando, appena entrato, gli occhi hanno potuto ammirare l’edificio interamente rifatto nel Settecento.

A realizzarla così, mantenendo il campanile romanico e il presbiterio gotico, ammantandola tutta di barocco Alpino bavarese, fu Giuseppe Delai. Gli affreschi di Matthäus Günther rendono sublime la chiesa dell’abbazia di Novacella.

Appena uscito, sono entrato nel monastero. Qui, su due piani, si distende la biblioteca dove sono conservati circa 65 mila volumi a stampa. Si tratta in particolare di opere scientifiche e teologiche suddivisi in 43 argomenti cui vanno aggiunti codici miniati e manoscritti.

Il più piccolo dei quali, in tutto il mondo si trova proprio tra queste mura. La sala principale della biblioteca, realizzata da Antonio Giuseppe Sartori nel 1773, è un capolavoro del Rococò altoatesino.

Uscito dal complesso, ho ammirato i vigneti di cui è circondato: infiniti filari d’uva grazie a cui, nelle cantine del convento, nascono i più famosi vini Doc nella Valle Isarco come il Sylvaner. La vendita permette all’abbazia di Novacella di mantenersi e continuare a regalare meraviglia a chi la visita.

Per approfondire:
Wikipedia

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