Canal Grande di Trieste, quadro riflesso

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Canal Grande di Trieste © Andrea Lessona

Canal Grande di Trieste © Andrea Lessona

Nel Canal Grande di Trieste, gli antichi edifici navigano riflessi: rubano l’acqua rimasta alle piccole barche ormeggiate, e insieme dipingono un quadro della città alabardata che il tempo ha cambiato senza toglierne valore.

Realizzata nel 1754-1756 dal veneziano Matteo Pirona, l’opera si trova nel cuore del Borgo Teresiano – più o meno a metà strada tra la stazione ferroviaria e la famosa piazza Unità d’Italia.

Scavato il collettore principale delle saline che erano state interrate per favorire lo sviluppo urbanistico, il Canal Grande di Trieste fu costruito per far arrivare le imbarcazioni nel centro cittadino – così da caricare e scaricare le merci.

In passato, il corso d’acqua era più lungo di oggi: finiva là, vicino alla chiesa di Sant’Antonio. Solo nel 1934, si decise di accorciarlo: le macerie della città vecchia furono gettate nella parte terminale del bacino.

Mattoni e calcinacci fecero da bara alla piccola torpediniera, ormeggiata in avaria e abbandonata alla fine della guerra nel Canal Grande di Trieste. Sulle sue lamiere prigioniere, oggi sorge piazza Sant’Antonio.

Edifici riflessi nel Canal Grande di Trieste © Andrea Lessona

Edifici riflessi nel Canal Grande di Trieste © Andrea Lessona

Mentre cammino la sponda destra del corso d’acqua, vedo sfilare e riflettersi il fianco del palazzo Aedes, detto grattacielo rosso e palazzo Gopcevich: la sua facciata a greche rosse e gialle, ospita all’interno il Museo teatrale Carlo Schmidl.

Poi, raggiungo il Ponte Rosso: eretto in legno nel 1756, era l’unico esistente del Canal Grande di Trieste. Rifatto in ferro nel 1832, ospita la statua di James Joyce – lo scrittore irlandese che visse per anni nella città alabardata.

Da qui posso vedere il Ponte Verde. Realizzato nel 1858, si trova all’imbocco dal mare. Nel 1904, al suo fianco venne costruito il Ponte Bianco o Ponte Nuovo su cui fu fatta passare la ferrovia. Oggi sono una cosa sola.

Le strutture, una volta girevoli o apribili per fare navigare i velieri carichi di merci, prendono nome dal colore con cui erano dipinte. Il 4 dicembre 2012 sul Canal Grande di Trieste è stata messa una passerella pedonale lunga 25 metri.

La struttura, che unisce Via Cassa di Risparmio con Via Trento, è stata realizzata in acciaio: ha parapetti in vetro infrangibile alti 120 centimetri con corrimano su entrambi i lati. Poco oltre, c’è piazza Ponterosso sede del mercatino all’aperto di frutta, verdura e fiori.

Dove oggi si trova ancora la fontana di Giovanni Battista Mazzoleni, con al centro la statua di un puttino, ieri a fianco del Canal Grande di Trieste, c’era un mercato in cui le venditrici, chiamate venderigole, lanciavano ammiccanti inviti all’acquisto.

Arrivato in piazza Sant’Antonio, vedo alla mia destra il tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione realizzato nel 1869 da Carlo Maciachini. Di fronte ho la chiesa neoclassica di Sant’Antonio Taumaturgo, progettata nel 1849 da Pietro Nobile.

Voltatomi, guardo il Canal Grande di Trieste distendersi placido sino a dove diventa orizzonte di mare e nubi.

Per approfondire:
Wikipedia

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