Castel Roncolo, il maniero illustrato dell’Alto Adige

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Castel Roncolo © Jordan Lessona

Castel Roncolo © Jordan Lessona

Dallo sperone di roccia, l’ombra medievale di Castel Roncolo cade a picco nel torrente Talvera: lo intinge di sé e crea un affresco tremulo. Il primo tra i tanti che si trovano al suo interno, e ne fanno il maniero illustrato dell’Alto Adige.

Costruita all’imbocco della Val Sarentino, ai limiti del territorio comunale di Renon, vicino a Bolzano, la struttura in cui mi trovo fu realizzata nel 1237 dai fratelli Friedrich e Beral von Wangen (Vanga).

Nel 1385, castel Roncolo fu acquistato da altri due fratelli, Franz e Niklaus Vintler. Furono i due mercanti bolzanini a ristrutturarlo, dopo l’assedio nel 1274 di Mainardo II conte di Tirolo, e a commissionare nel 1388 gli affreschi di autori ignoti.

Ancora oggi, queste opere rappresentano il più importante ciclo di affreschi di epoca medievale di genere profano. Fanno mostra di sé in otto stanze del maniero riaperto nel 2000 dopo un lungo restauro, e costituiscono la sua vera ricchezza.

Una ricchezza che mi si rivela sin da subito nella sala dei Cavalieri del palazzo Occidentale di castel Roncolo: i dipinti si trovano vicino alle nicchie delle finestre e delle pareti e raffigurano due uomini che offrono stemmi adorni di fiori alle loro signore.

Cortile interno di castel Roncolo © Jordan Lessona

Cortile interno di castel Roncolo © Jordan Lessona

Nella sala dei Giochi, le immagini vergate raccontano di cavalieri e dame che giocano in un paesaggio agreste. L’opera del 1390, lungo la parete est, è la più antica raffigurante il maniero.

Proseguendo il mio viaggio nel tempo antico di castel Roncolo, arrivo nella sala degli Stemmi: sotto il soffitto, sfilano le icone nobiliari di molte famiglie bolzanine del XIV secolo.

Superando una porta gotica, entro nella “Stua da Bagno”. Il nome, attribuito in epoca romantica per vie delle figure bianche che si pensavano nude, è stato conservato nonostante nuovi studi abbiano rivelato che si trattasse di sinopie – disegni preparatori.

Nella sala successiva di castel Roncolo, quella del Torneo, spicca il grande affresco di una giostra in cui i cavalieri si affrontano contornati dalle famiglie e da scene di vita cortese della nobiltà medievale.

Appena dopo, nella sala delle Coppie, viene rappresentato un altro torneo in cui venivano utilizzate delle mazze. Lasciato il palazzo Occidentale del maniero cammino le sue mura merlate e arrivo a casa d’Estate.

Sfilano sulle pareti esterne del primo piano di castel Roncolo: nove triade di personaggi famosi dell’antichità e della mitologia nordica. Superata la porta al centro, entro nella sala di Garello.

Gli affreschi del XIV secolo fatti realizzare dai Vintler raccontano, unici al mondo, il romanzo arturiano dedicato a questo personaggio – simbolo perfetto del cavaliere senza macchia né paura.

A fianco, si trova la stanza di Tristano. Il dipinto vergato con la tecnica monocromatica della terraverde immortala una delle più famose storie d’amore della storia: quella di Tristano e Isotta. Il cui finale è però diverso dal racconto che si conosce.

Dopo aver visto l’ultima opera, riesco sulle mura merlate di castel Roncolo: mentre la sua ombra cade a picco nel torrente Talvera, guardo l’orizzonte. L’affresco più bello del maniero illustrato dell’Alto Adige.

Per approfondire:
Wikipedia

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