Duomo di Bolzano, gotico altoatesino

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Duomo di Bolzano © Jordan Lessona

Duomo di Bolzano © Jordan Lessona

Dal tetto verde oro del duomo di Bolzano, i raggi del sole cadono spioventi e disegnano a terra l’ombra della chiesa dedicata a santa Maria Assunta: un tratteggio fine allungato dalla cuspide del campanile.

Solo quando da piazza Walther alzo gli occhi, mi rendo conto dell’imponenza della struttura che ho di fronte. Realizzata sui resti di un tempio paleocristiano ed edifici medievali del VIII e XII secolo, la sua veste gotica fu completata nel 1519.

Su progetto dell’architetto Engelberg di Augusta, lo scalpellino svevo Hans von Schussenried filigranò il campanile del duomo di Bolzano, ornandolo di finestre ogivali e archi rampanti: con i suoi 65 metri sembra che entri nel cielo.

Sul fianco settentrionale della chiesa si trova la “porticina del vino”: è uno dei più bei portali gotici di tutto il Tirolo, abbellito con diverse statue e decorato con doccioni e balaustre realizzate nel Trecento dai fratelli Schiche di Augusta.

Superato il portale romanico, preceduto da un protiro e da un rosone affiancato da due monofore, entro nel duomo di Bolzano. Diviso in tre navate da pilastri quadrati, ha il coro circondato da deambulatorio e cappella absidale.

L’edificio è una chiesa a sala in cui spiccano volte a crociera nella zona del piedicroce e stellate in quella absidale. Il pulpito tardogotico in arenaria di Schussenried, parzialmente distrutto nel 1943 dai bombardamenti alleati sulla città, è stato ricostruito nel 1949.

In rilievo, sono raffigurati i quattro padri della chiesa cristiana: Sant’Agostino, San Gerolamo, San Gregorio Magno e San Ambrogio con i simboli dei quattro evangelisti. Un vero e proprio capolavoro gotico.

Dello stesso stile, sono le due rappresentazioni della Madonna dentro il duomo di Bolzano. Una si trova in una cappella dietro l’altare maggiore barocco – una delle prime lactans della storia dell’arte. L’altra, una pietà di Hans von Judenburg del 1424, mi intenerisce per la sua espressione così dolce.

Oltre al pulpito a rilievi del 1514 finemente intarsiato, spicca la lastra tombale del conte Guglielmo IV di Henneberg. Raffigurato nella sua armatura gotica tedesca, morì nel 1480 al ritorno da un pellegrinaggio a Roma.

Alle pareti del duomo di Bolzano, sopravvissuti al tempo, risaltano resti di affreschi che vanno dal XIV al XVI secolo: abbelliscono la chiesa e testimoniano la perfetta fusione fra la cultura nordica e quella rinascimentale.

Per approfondire:
Wikipedia

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