Economia

Membro del G8, secondo la Banca Mondiale nel 2010 l’Italia rappresenta l’ottava potenza economica del pianeta per PIL nominale assoluto, davanti all’India e dietro al Brasile che diviene la decima se si considera la parità dei poteri di acquisto.

Anche in termini pro-capite, l’Italia è una delle economie più ricche, occupando la 23ª posizione nel mondo (12ª nell’Unione europea)[107] e la 26ª a parità di potere d’acquisto (13ª nell’Unione europea);[108] l’economia italiana occupa un ruolo di rilievo anche nel commercio internazionale, risultando ottava per esportazione ed importazione di merci.

Come tutte le economie avanzate, anche l’economia italiana è fortemente orientata verso il settore dei servizi, che nel 2011 ha rappresentato poco meno dei tre quarti del valore aggiunto (contro poco più del 50% nel 1970).

Il tessuto produttivo dell’economia è formato in prevalenza di piccole e medie imprese: quelle di maggiori dimensioni sono gestite in gran parte dalle famiglie fondatrici e, in taluni casi, da gruppi stranieri. Il modello di public company, impresa a capitale diffuso gestita da un management, è poco diffuso.

Dopo una politica fiscale molto espansiva durante gli anni ottanta, a partire dai primi anni novanta, l’Italia ha perseguito una politica fiscale molto più rigida, per rispettare i parametri derivanti dall’adesione all’Unione economica e monetaria. Nel 1999 il Paese ha aderito all’euro, che ha sostituito la lira anche nella circolazione cartacea a partire dal 2002.

Negli anni duemila, l’Italia ha sperimentato tassi di inflazione e di interesse notevolmente più bassi che nei decenni precedenti. Tuttavia, problemi come l’evasione fiscale, l’elevato debito pubblico (120,1% del PIL nel 2011) e la criminalità organizzata continuano ad ostacolare lo sviluppo dell’economia nazionale.

Durante la grave crisi economica del 2008-2012 il tasso di disoccupazione in Italia è passato dal 6,1% del 2007 all’8,4% del 2011, il PIL nel 2011 è del 4,5% più basso che nel 2007 e, nello stesso arco di tempo, il debito pubblico è aumentato di 17 punti percentuali rispetto al PIL.

Fonte: Wikipedia

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