Parco faunistico di Spormaggiore, il Trentino degli orsi

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Una delle tre orse nel Parco faunistico di Spromaggiore, Trentino © Jordan Lessona

Una delle tre orse nel Parco faunistico di Spromaggiore, Trentino © Jordan Lessona

Sdraiata sulla schiena, l’orsa bruna rosicchia il ramo che tiene tra le zampe. Lo morde e lo rimorde, sino a quando del legno non resta che un brandello. Soddisfatta, si alza e piano piano va verso la tana scavata nel verde del Parco faunistico di Spormaggiore, in Trentino.

È qui, sull’altipiano della Paganella, in provincia di Trento, che vive insieme alla madre e alla sorella: in un’oasi di pace creata nel 1994 per accogliere gli esemplari del più grande mammifero delle Alpi e soddisfare le loro necessità di spazio e libertà.

Oggi, nei settemila metri quadrati del Parco faunistico di Spormaggiore trovano casa anche molti altre specie. Ma l’attrattiva continuano a essere loro: mamma Bel e le due sorelle Cleo e Clara.

La madre è nata nel 1966, ed è forse l’orso più vecchio d’Europa. Le figlie, invece, hanno visto la luce nel recinto del Santuario di San Romedio in Val di Non nel 1996. Poi sono state tutte portate qui dove, a distanza di sicurezza, posso guardarle nella loro bellezza.

Dopo averle lasciate, continuo il mio viaggio nel Parco faunistico di Spormaggiore. Dal vetro del posto di osservazione cerco di scorgere i lupi che, timidi e riservati, preferiscono la loro tana.

Ci sono un maschio e due femmine, Sissi e Luna. Nate nel 2009 nel Parco Natura Viva di Bussolengo, si dividono l’habitat che è stato creato per loro: faggi, abeti rossi e larici fanno ombra a zone cespugliose e aperte dove un piccolo ruscello con pozze e cascatelle dà loro acqua fresca. A maggio di quest’anno, una delle due femmine ha partorito tre cuccioli.

Oltre, in un apposito recinto sicuro, si trovano le linci: nella loro bellezza fiera e felina guardano l’orizzonte incuranti dei visitatori del Parco faunistico di Spormaggiore. Sono state portate qui nel 2013 e da allora questo ambiente ricreato è diventato casa.

Così come la voliera distante pochi passi in cui diversi esemplari di gufo reale strabuzzano gli occhi davanti ai turisti estasiati per il loro manto di piume variopinte. Ma a colpire i più piccoli è soprattutto la fattoria degli animali.

Nel piccolo recinto intorno alla capanna di legno del Parco faunistico di Spormaggiore, le caprette brucano l’erba insieme ai conigli. Vicino, mentre i pony mangiano il fieno e le galline litigano con le faraone dispettose, il pavone ruota la sua bellezza screziata.

In questo angolo della struttura, simile a un quadro bucolico, le famiglie riscoprono il senso della Natura, del rispetto che le si deve, del valore che ha per la di vita di grandi e piccini.

Come quella per gli orsi, raccontata nella sala video del Parco faunistico di Spormaggiore: seduti su una delle venti sedie si possono vedere alcuni documentari su questo mammifero e sull’importanza della sua presenza nei boschi del Trentino grazie a un apposito progetto di reintroduzione.

Per approfondire:
Wikipedia

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