San Nicola e i diavoli Krampus, la sfilata di Lasa

di
San Nicola e i Krampus a Lasa © Andrea Lessona

San Nicola e i Krampus a Lasa © Andrea Lessona

Sulla piazza di Lasa, i Krampus grugniscono e urlano. E con fruste e catene, questi demoni orribili colpiscono la gente intorno. Mentre il loro fetore riempie la notte di zolfo e i cuori di paura, i bambini scappano dappertutto: occhi grandi, piccole mani a cercare quelle sicure dei genitori.

Anche qui, in questo piccolo comune della Val Venosta, famoso in tutto il mondo per il suo marmo, come nel resto dell’Alto Adige e nelle zone europee di cultura tedesca, il 5 dicembre un’antica tradizione religiosa diventa folclore.

L’evento, che risale al VI-VII secolo d.C e ha radici nel solstizio invernale, è legato alla figura di San Nicola, vescovo di Myra, protettore dei bambini e di Krampus – un demonio sconfitto dal Santo e divenutone servitore.

Secondo la storia, nei periodi di carestia, i giovani dei paesi di montagna si travestivano di pelli e corna di animali per derubare i vicini del cibo per l’inverno. Dopo un po’, i giovani si resero conto che tra loro c’era un demone riconoscibile solo dalle zampe a forma di capra.

Fu così che, per esorcizzare l’essere immondo, venne chiamato San Nicola. Sconfitto il demone, tutti gli anni i giovani mettono i panni del diavolo, e sfilano lungo le strade dei paesi, non più per rubare ma per “punire i bambini cattivi”, accompagnati dalla figura del vescovo che aveva sconfitto il male.

Così, impersonato da un figurante di rosso vestito, il Santo riceve la benedizione dal parroco nella piccola di chiesa di Lasa. Poi, stretto al suo bastone pastorale, attraversa le vie principali per portare ai bimbi impazienti e trillanti i doni.

Sul carro che lo segue, ci sono tantissimi sacchetti rossi pieni di biscotti, mandarini, datteri, arachidi e il famoso pan pepato Lebkuchen. Mentre i suonatori riempono le trombe di fiato grosso e la notte di musica, San Nicola distribuisce i pacchetti.

Prima, però, toccandosi la folta barba bianca, chiede ai piccoli se sono stati bravi. Così vuole la tradizione: solo i bambini buoni possono ricevere questo regalo che oggi è normalità ma in passato prelibatezza.

Non appena San Nicola lascia la piazza di Lasa, una masnada di Krampus arriva urlante: nugoli di uomini e ragazzi vestiti di pelle di pecora che indossano maschere di legno, incise con i tratti mefistofelici del male. La tradizione vuole che non possano mai essere tolte in pubblico, pena il disonore per lo smascherato.

Queste figure inquietanti, il cui nome deriva dal bavarese krampn che significa “morto”, “putrefatto”, possono vagare liberi solo il 5 dicembre, il giorno in cui San Nicola concede loro di dare libero sfogo agli istinti più biechi e malvagi. Almeno sini a quando l’ultima luce muore, e la notte li avvolge sino al prossimo anno.

Per approfondire:
Wikipedia

I commenti all'articolo "San Nicola e i diavoli Krampus, la sfilata di Lasa"

Scrivi il tuo commento tramite

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...